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Editore:  I.P.S.S.E.O.A.  "Karol Wojtyla"   dott.ssa Daniela Di Piazza,   Direttore responsabile:   dott.ssa Lella Battiato,    Reg.Tribunale di Catania 24/16

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Inaugurata l’VIII stagione del teatro L’Istrione con “La moglie ideale” capolavoro di Marco Praga

Lella Battiato Majorana

 

Al via l’ottava stagione del teatro L’Istrione di Catania, con La moglie ideale di Marco Praga (1862-1929). Valerio Santi, regista dello spettacolo, chiosa “come nell’abbigliamento, anche in teatro vi è una sorta di moda che decreta quali testi e/o autori mettere in scena e quali no; ciò che non capisco però è il criterio di scelta. Praga non è autore di secondo ordine, e questo testo ne dà valida dimostrazione, sia per la scrittura che per la grandissima attualità, non solo della storia ma dei concetti che i personaggi espongono, pertanto non merita affatto di cadere nel dimenticatoio”.

In effetti, sorprendendoci per la “modernità” del testo in rapporto alla data di pubblicazione (1890), dichiariamo al nostra ignoranza, poiché Praga è coetaneo di D’Annunzio, precede di poco Pirandello: è il periodo in cui gli autori italiani ed europei affrontano tematiche e situazioni particolari, in cui i personaggi sono mossi da pulsioni, sentimenti, ma anche psicologismi. Va menzionato, a proposito della moralità borghese, che Praga è attivo e creativo nel tempo in cui Federico De Roberto tiene l’intenso scambio epistolare con Ernesta Valle, curato da Sarah Zappulla Muscarà ed Enzo Zappulla, recentemente pubblicato per i tipi di Bompiani col titolo “Si dubita sempre delle cose più belle. Parole d’amore e di letteratura”. Un “caso” letterario sul quale è opportuno tornare e ragionare.

Santi incalza “basta asciugare un po’ il linguaggio per dimenticare che la commedia in questione sia stata scritta nel 1890 e credere tranquillamente che risalga a pochi giorni fa. La clamorosa attualità di quest’opera, dimostra come certe dinamiche sociali siano rimaste invariate nel tempo e come l’agiatezza sociale prevalga sui principi che dovrebbero stare alla base della forma mentis di ciascuno di noi”.

In La moglie ideale, opera più riuscita di Praga, abbiamo una nuova tipologia di personaggio femminile: Giulia, capace si dividersi equamente e lucidamente tra il marito “coll’animo e col cervello” e l’amante “col corpo e col cuore”, realizzando “uno strano benefico equilibrio” tra le sue due vite, salvando perfettamente le apparenze. Contribuì alla riuscita della commedia i suggerimenti e l’interpretazione di Eleonora Duse, con la quale Praga intrecciò una stretta amicizia, che gli suggerì l’epilogo paradossale della pièce.

“L’ambivalenza della legge morale per l’uomo e la donna [dell’epoca … ma anche odierno] sacro, inviolabile presupposto del […] vivere civile”, in linea con le tematiche di Alexandre Dumas fils e Henry Becque, esponenti di quella letteratura teatrale francese che il nostro tradusse per l’Italia, in Praga trova maggiore scavo nella psicologia dei personaggi femminili e pone in forte risalto il contrasto realtà/apparenza che caratterizza il rapporto della donna con la società e della moglie con il marito.

Unica scampata alla “morsa inesorabile” in cui Praga stringe i suoi personaggi femminili, soccombenti tra ipocrisia e simulazione, è Giulia Moglie ideale che, con la sua “logica esibita dell’amoralità” riesce a ribaltare a proprio favore la situazione conformista. Per Piero Gobetti, Praga fu “l’autore drammatico meno disprezzabile del ventennio 1890-1910”, limitato dal “pregiudizio romantico” che lo fece rinunciare “alla sua vera originalità di ironista e  critico, di psicologo paradossale, per inseguire il fantasma di un contenuto drammatico”.

La moglie ideale ha debuttato venerdì 26 ottobre al teatro L’istrione; in scena Cindy Cardillo, Francesco Russo, Concetto Venti e lo stesso Valerio Santi, attore, regista, scenografo e autore delle musiche; luci Ségolene Le Contellec, assistente alla regia Enrico Vaccaro, costumi Costumeria L’Istrione.

Il pubblico si è divertito ed ha applaudito lungamente gli attori che con grande intensità recitativa hanno reso efficace e convincente i rispettivi personaggi. Cindy Cardillo è stata particolarmente efficace e credibile nel ruolo di un personaggio che piega tutto e tutti al suo fascino rendendo plausibile la propria morale paradossale; Russo e Santi fatalmente e involontariamente spalle della femme fatale hanno reso plausibile il testo, supportato dal raisonneur Costanzo Monticelli interpretato da Concetto Venti.

La stagione dell’Istrione proseguirà con la pochade di Gerorges Feydeau “Dove vai tutta nuda”, Misura per misura di Shakespeare, “San Giovanni decollato” di Martoglio; spettacolo ospite “Cucù” di Francesco Romengo.

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