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Editore:  I.P.S.S.E.O.A.  "Karol Wojtyla"   dott.ssa Daniela Di Piazza,   Direttore responsabile:   dott.ssa Lella Battiato,    Reg.Tribunale di Catania 24/16

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La “Cavalleria rusticana” di Strano e Fiorentini

supera la prova e decora la Scala monumentale di Santa Maria del Monte di Caltagirone

 Carlo Majorana Gravina

 

Una scena unica e originale ha ospitato “Cavalleria rusticana” di Pietro Mascagni. A Caltagirone, la celebre e celebrata scala monumentale di Santa Maria del Monte ha ospitato il celeberrimo atto unico verista del musicista livornese. Una pagina lirico/musicale di grande effetto la cui intensità e piacevolezza ha contraddistinto e segnato il percorso artistico del compositore toscano.

Per la prima volta il monumento, patrimonio Unesco, ha ospitato un’opera, raccogliendo consensi unanimi. Una scelta voluta da Nino Strano, regista dell’opera insieme a René Fiorentini, per inaugurare la stagione del “Mythos Opera Festival”. “È stato emozionante – commenta Strano - vedere questa meravigliosa scala monumentale, patrimonio dell’umanità, riempita dalle musiche di Pietro Mascagni, dal coro, dai cantanti, dai ballerini: una vera gioia. E vedere un pubblico entusiasta è stato ancora più bello”.

Tra i momenti più emozionanti dello spettacolo la processione e l’intermezzo sinfonico, intenso e struggente. Entrambi hanno strappato lunghi e calorosi applausi. Apprezzati i protagonisti sulla scena il tenore Roberto Cresca, nei panni di Turiddu, che con passione e linearità ha affrontato il ruolo, il soprano Luciana Pansa, in quelli di Santuzza, voce calda  e piena di colori, ed il baritono Jorge Tello, interprete di compare Alfio, che con energia ha affrontato il ruolo. Buone le voci del mezzosoprano Karina Demurova, nei panni di Lola, e del mezzosoprano Eugenia Babich, in quelli di mamma Lucia.

Grandi applausi sono stati indirizzati anche all’Orchestra Filarmonica della Sicilia, diretta dal maestro Francesco Di Mauro, ed al Coro Mediterraneo, diretto da Alessandra Pipitone. Il favore e l’entusiasmo con il quale il pubblico locale, cui si è aggiunto quello venuto da altre località, ha accolto la prima uscita della terza stagione di “Mythos Opera Orchestra” suggerisce di guardare con minor scetticismo all’idea, portata avanti con determinazione da alcuni benemeriti cittadini sui social, della ricostruzione del teatro di Caltagirone, magari non più intitolato “Garibaldi”, bensì a “Gaetano Crescimanno”.

Nella città dell’aquila con scudo crociato, nell’area prospiciente il Municipio, in tempo c’era un teatro lirico che venne abbattuto per far posto alla galleria coperta “Luigi Sturzo”. Caltagirone, da qualche tempo, è fomite e fucina di iniziative musicali molto interessanti, dalle istituzioni scolastiche alla formazione di gruppi strumentali e corali che si cimentano in ogni repertorio storico-classico e moderno-contemporaneo.

Sarebbe un intelligente omaggio al duca Gaetano Crescimanno d’Albafiorita. Sarebbe bello far risuonare le note liriche del “Filippo” o della “Maria Tiepolo”.

L’originale suggestiva messinscena di “Cavalleria” ha messo alla prova tutti, per i condizionamenti inevitabili dovuti ai limiti e agli spazi scenici e di manovra che il monumento impone, eppure la prova è stata superata a pieni voti dall’orchestra e dal direttore Francesco Di Mauro, non nuovo ad esperienze con voci e gruppi orchestrali giovanili che, nella circostanza, ha dovuto fare ricorso alle sue notevoli apprezzate risorse ed esperienze maturate in campo internazionale.

Con mano determinata e sicura, ben assecondato e seguito da cantanti e musicisti, ha condotto l’impresa ottenendo le coloriture necessarie per rendere al meglio il capolavoro di Mascagni. Interessanti le coreografie, curate da Elisa Laviano, in collaborazione con il maestro Claudio Licciardi dell’associazione Danza. Troppo moderni i costumi femminili della volenterosa Angela Chezzi, ma l’emozione del pubblico era tale che pochi se ne sono accorti.

Un’operazione intelligente e coraggiosa che apre Caltagirone a una nuova fruibilità turistica e artistica, arricchendone e vivacizzando la vita cittadina.

 

 

 

 

 

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