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ThE  VoiCe KaRol WojTyLa

Editore:  I.P.S.S.E.O.A.  "Karol Wojtyla"   dott.ssa Daniela Di Piazza,   Direttore responsabile:   dott.ssa Lella Battiato,    Reg.Tribunale di Catania 24/16

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L’Istituto Alberghiero “Karol Wojtyla” Catania al cortile Platamone lancia un messaggio di solidarietà sociale “Norma incontra Amatriciana” con raccolta di fondi

Lella Battiato

 

Gran successo con numerosa folla di partecipanti per la kermesse di solidarietà, svoltasi al cortile Platamone, con una raccolta di fondi di circa 2.000 euro. Manifestazione su iniziativa dell’Istituto Alberghiero “Karol Wojtyla” di Catania e del Liceo classico linguistico e coreutico “Ruggero Settimo” di Caltanissetta, sul tema “Norma incontra Amatriciana” con il patrocinio del Comune e la collaborazione dell’assessorato alla scuola di Catania, assessore Valentina Scialfa, per la ricostruzione delle scuole di Amatrice. Sono stati proposti un brunch con l’arancia rossa siciliana e assaggi di pasta “alla norma” e “all’amatriciana”, curate dall’Unione regionale Cuochi Siciliani, Dipartimento Solidarietà Emergenze (Dse), Federazione italiana Cuochi Sicilia, insegnanti e studenti del “Karol Wojtyla”, Consorzio Tutela arancia rossa Sicilia IGP. Il Dirigente  scolastico Daniela Di Piazza del “Karol Wojtyla” ha promosso con tenacia l’iniziativa, e durante la giornata ha lanciato un messaggio di solidarietà “con forza per ricominciare”, sollecitando la folla di alunni partecipanti, continua “questo messaggio dovete farlo vostro e trasmetterlo agli altri”.

Ammirazione e attrazione grazie all’esibizione degli sbandieratori dell’associazione Casa normanna Rione Vecchia Matrice di Motta Sant’Anastasia e gli allievi del “Ruggero Settimo” che hanno eseguito coreografie su “Cavalleria rusticana”. A rendere la cornice coinvolgente e accattivante lo spettacolo performance degli attori: Gianluca Barbagallo che rappresenta Angelo Musco e Nicola Deodati Nino Martoglio, affiancati dal contralto Patrizia Perricone che ha intonato il “Casta Diva”. Il cortile Platamone diventa così un luogo magico di poesia e teatro tra “il mormorio dei piatti”; che sono opere d’arte dall’aspro all’agrodolce e al dolce sapore. Ed ecco apparire in scena in un decorativo piatto di ceramica, espandendo profumo e stimolando l’appetito dei presenti “Norma” con i colori dell’Etna: pomodoro, scaglie di ricotta salata e odoroso basilico, un piatto  di pasta semplice che racchiude tanti gusti, un’opera d’arte catanese. La regia è stata curata dal gastrosofo Calogero Matina. Nella realizzazione del format insieme agli alunni di indirizzo del “Karol Wojtyla”, sono stati coinvolti il coordinatore dell’evento prof. Enzo Mannino, per il servizio enogastronomico i prof.: Angelo Papotto, Salvatore Catalano, Mario Rinaldi, Michele Capraro, Carlo Ciaramidaro, Luca Nicolosi, Alfio Galati, Giuseppe Rapisarda e Giuseppe Floresta; hanno collaborato per l’attività di pasticceria Orazio Torrisi e Benedetto Rapisarda. L’accoglienza è stata curata dai prof.: Carmelo Bucceri, Marilena Del Genio, Sergio Carastro, Antonino Calatabiano, Giovanni Mio, Alfio Torrisi e Milena Fiamingo; per la sala Carmelo Licciardello e Massimo Pulvirenti.

Le sorprese della manifestazione continuano con Teresa Di Blasi, dirigente Soprintendenza Beni Culturali, che in maniera prestigiosa ha raccontato la nostra città: “Catania, dal terremoto al patrimonio Unesco”, illustrando un percorso della nostra città ri-spalmando la storia dal palazzo Biscari alle suggestive architetture, una città dell’Ottocento tra Caravaggio ‘a pescheria, una Catania inedita che vive anche nei bar e nei café chantant. Immagini straordinarie, attraverso slide hanno abbellito la cornice della sala del Palazzo della Cultura, grazie al lavoro di sinergia con gli alunni del “Karol Wojtyla”, che attraverso ricerche storiche enogastronomiche, hanno realizzato uno studio di approfondimento coniugando leggende e ricette dal dolce al salato, per valorizzare un patrimonio che esalta piatti dai colori della lava, un’arte catanese che entra in tutto il mondo e in tutte le culture. Di Piazza sottolinea “il risultato simboleggia l’identità della nostra Catania, con bellezze che incorniciano la nostra terra”.

 

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