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ThE  VoiCe KaRol WojTyLa

Editore:  I.P.S.S.E.O.A.  "Karol Wojtyla"   dott.ssa Daniela Di Piazza,   Direttore responsabile:   dott.ssa Lella Battiato,    Reg.Tribunale di Catania 24/16

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Applaudito e apprezzato discorso Questore di Catania Alberto Francini per la Festa della Polizia di Stato 2019

 

Il discorso approfondito ed efficace del Questore Alberto Francini ha rimarcato l’importanza della memoria e dei valori fondanti dell’attività del corpo; dopo un breve excursus storico sulla Polizia italiana, la seconda parte dell’intervento è indirizzata a tutti gli abitanti di questa provincia e traccia con significatività un quadro sullo stato di sicurezza e l’operatività della Questura nell’ultimo anno “Catania è una delle 14 città metropolitane del nostro Paese, la sua provincia è l’ ottava per numero di abitanti.

Se consideriamo che è una città del profondo sud, che è la seconda città di una Regione che notoriamente combatte contro la piaga delle infiltrazioni mafiose, che risente di tutte le distorsioni legate ad una questione meridionale mai risolta, mi sento di dire che Catania è una città relativamente sicura.

 

So bene che nonostante queste mie affermazioni, basate sulla conoscenza dei problemi reali di sicurezza e sul numero e la qualità degli eventi criminosi (quest’anno gli omicidi sono stati 6 e nessuno legato a matrice mafiosa o a scopo di rapina o a violenza di genere, le rapine sono state 204 e solo 6 a banche o uffici postali, tanto per citare le fattispecie criminose più violente), tutto ciò nulla incide sul senso di insicurezza da parte della popolazione che anzi aumenta a Catania così come nelle grandi altre città italiane. È legata a tanti fattori interconnessi fra loro, molti dei quali ben conosciuti, altri di diffcilissima indagine.

 

La Questura di Catania riconosce questo vulnus e si prodiga proattivamente sotto il coordinamento strategico del Prefetto, con il Comune innanzitutto, ma anche con scuole, associazioni di categoria, volontariato, associazioni di residenti, gruppi di vicinato, per cercare di alleviare o quanto meno di governare questo senso di insicurezza.

 

Continua “Lo stereotipo del mafioso anche solo anni 80 è superato. Siamo alle seconde  e terze generazioni rispetto a quel periodo storico. Oggi la mafia oltre al tradizionale business della droga e in parte delle estorsioni è fortemente interessata al riciclaggio degli immensi proventi illeciti nell’economia reale e legale. Da qui un’opera di contrasto che deve essere sempre più specialistica per poter aggredire i patrimoni illecitamente costituiti”.

 

Sulla sicurezza reale,  ribadisce “la Polizia di Stato, così come le altre forze dell’Ordine, svolge un’opera di contrasto assolutamente efficace e tempestiva. Credo che non ci siano a Catania fatti criminosi di un certo allarme sociale, che non abbiano trovato in tempi rapidi una risposta repressiva, come pure, continua, è tenace l’azione di contrasto alle organizzazioni mafiose che sebbene duramente colpite nei loro vertici, continuano ad operare magari sotto traccia, a Catania così come in altre parti del Paese”.

 

Francini osserva la necessità di un intervento del legislatore per aggravare le pene riferite ai reati in materia di stupefacenti e sullo stato di sicurezza della città prosegue “occorre fare di più sul versante del disordine urbano, dell’illegalità diffusa, della difficoltà dei controlli sugli aspetti patologici della cosiddetta movida. Ma qui occorre realmente il contributo convinto e fattivo di tanti altri soggetti. E infatti anche qui, con il coordinamento del Prefetto, stiamo facendo qualche passo avanti, ma bisogna farne tanti altri incominciando da un minimo, decoroso impianto di videosorveglianza della città. Io porto sempre come esempio il milione di telecamere di cui è dotata Londra, una città di 14 milioni di abitanti. Facendo una facile proporzione, a Catania ce ne dovrebbero essere 34.000 circa, ma poiché mi rendo conto che Catania non è Londra, ne basterebbero 1.000”.

 

Conclude il suo apprezzato discorso sostenendo l’importanza che ogni cittadino faccia la sua parte attiva e reattiva in termini di legalità e con enfasi afferma “l’état sommes nous” lo Stato siamo noi. “La Polizia di Stato ci sarà sempre e insieme a tutti voi faremo anche di Catania una città e una provincia sempre più sicure”.

 

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