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ThE  VoiCe KaRol WojTyLa

Editore:  I.P.S.S.E.O.A.  "Karol Wojtyla"   dott.ssa Daniela Di Piazza,   Direttore responsabile:   dott.ssa Lella Battiato,    Reg.Tribunale di Catania 24/16

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Al Liceo artistico “Emilio Greco” incontro educativo organizzato con il Lions Club “Catania - Lago di Nicito” per far conoscere e saper orientare gli studenti sul fenomeno del bullismo e cyber bullismo

Lella Battiato Majorana

 

Nell’aula magna del Liceo Artistico "E. Greco", dirigente scolastico Antonio Massimino, insieme al Lions Club "Lago di Nicito", presidente Anna Privitera, si è svolto interessante incontro sul tema "Bullismo, cyberbullismo e insidie web". Sono intervenuti autorevoli relatori che hanno trattato in modo approfondito i temi inerenti, grazie agli specialisti della Questura e del Tribunale per i Minorenni; ha moderato l’incontro Lella Battiato Majorana.

Lodevole l’impegno del Lions Club  che intensifica la sua attività su questo argomento, per creare anche un rapporto di amicizia con le Forze dell’Ordine che sono la tutela a favore dei giovani. È stato lanciato il messaggio se “utilizzate un app, scrivete qualcosa, postate qualche video o immagine, usate facebook, vi mettete alla visione di tutto il mondo e non potranno essere più cancellati”.

In apertura il saluto del dirigente scolastico che invita i ragazzi a riflettere sugli aspetti anche negativi dei social, sottolinea “il bullismo è un comportamento illegale che porta gravi conseguenze, voi siete abilissimi con le nuove tecnologie, imparate a non abusarne, poiché tanti siti nascono improvvisamente e poi spariscono, non si sa chi c’è dietro e portano tante conseguenze irreversibili, come l’autolesionismo e ad  adescare ci sono i pornopedofili. Coloro che sono vittime del cyber bullismo e quant’altro possono riferire quanto accaduto subito ai docenti referenti, che sono sempre vicini”. Dà la parola alla Prof.ssa Luisa Monaco, referente cyberbullismo, che chiarisce “è un fenomeno dilagante che sfugge sempre maggiormente al controllo e all’osservazione. L’incontro è finalizzato a far conoscere anche la gravità che certe condotte producono non solo per chi subisce la condotta del cyberbullismo, ma anche chi mette in atto”.

Il presidente del Lions “Lago di Nicito” Anna Privitera che vuole il bene dei giovani evidenzia “un fenomeno che colpisce gli adolescenti ,che cerchiamo di aiutare dialogando e chiedendo la loro collaborazione”. Continua, invitando i ragazzi a “non diventare vittime, sapersi orientare, cercare e selezionare nel web, non essere dipendenti da social e smartphone. Non bisogna lavorare solo sull’aspetto repressivo del bullo, ma capire cosa c’è dietro un comportamento così aggressivo”.

L’evento è stato arricchito dal servizio di accoglienza turistica delle alunne dell’Istituto Alberghiero “Karol Wojtyla” di Catania, via Lizio Bruno, coordinate dal prof. Salvatore Anello.

Intervengono gli autorevoli relatori e Maria Lorena Paparo, dirigente divisione anticrimine Questura di Catania (ufficio minori e  vittime vulnerabili), porta i saluti del Questore di Catania Alberto Francini assente per motivi istituzionali e ha sviluppato l’argomento “L'ammonimento al cyberbullo da parte del questore". Sensibilizza l’attenzione degli studenti, indirizzandoli ad adottare comportamenti corretti e quali sono le conseguenze a livello normativo. Si sofferma con modalità efficiente sugli atti di molestia e spiega gli effetti dell’art. 1, commi 2 e 7  della legge 71/2017, che disciplina il provvedimento di adozione di una misura di prevenzione atipica: ammonimento nel caso di cyber bullismo.

Prima che venga presentata la querela, il questore può emettere ammonimento  nei confronti dei minori compresi fra i 14 e 18 anni, che hanno posto in essere condotte antigiuridiche. “Il minore, continua,  dovrà essere accompagnato dai genitori o da chi esercita la patria potestà; verrà redatto un verbale che sarà inserito nella banca dati, un elemento che ha una sua incisività, un pregiudizio per i concorsi o per l’inserimento nel mondo del lavoro”. L’ammonimento del Questore è un atto amministrativo e viene informata anche la Procura presso il Tribunale per i Minorenni. A tal uopo invita gli studenti a denunciare i fatti.

Interviene Caterina Ajello, procuratore Repubblica Tribunale Minorenni Catania,  trattando il tema "Bullismo-cyberbullismo: rilevanza penale della condotta del bullo". Evidenzia la Procura è molto impegnata, cerchiamo di far comprendere ai ragazzi qual è la responsabilità anche di carattere penale alla quale si espongono con la commissione di tali fatti di violenza e di prepotenza, cerchiamo anche di introdurre un discorso di educazione digitale poiché vi è un uso smodato dei social nei media; interveniamo non solo a livello repressivo, ma anche facendo comprendere le responsabilità a cui vanno incontro”.

Il bullismo dà luogo alla commissione dei reati e comporta un’azione fisica o verbale cristallizzata di prevaricazione,  e il bullo si muove nell’ambito del gruppo, che diventa spettatore, “egli esalta il suo rito illusorio”. Invita gli studenti a evitare di postare immagini sul web poiché i pornopedofili sono sempre in agguato.

Dalla conoscenza legislativa alla motivazione dei comportamenti, con la psicoterapeuta Patrizia Minona, che relaziona sul tema "Contro il bullismo e il cyberbullismo proviamoci insieme".

Ha tratteggiato una dimensione chiara del fenomeno, sostiene che informare i ragazzi è il primo passo per avvicinarli, affinché con la comprensione possano poi chiedere aiuto.

La contestualizzazione del fenomeno è importante, accompagnata alla differenza fra generi nel bullismo. “Il bullo, sostiene, compensa controlla il fenomeno poiché spesso in famiglia subisce, così lui con comportamenti bulli è come se volesse dire controllo io, ma non ha consapevolezza di come si sente l’altro, non ha empatia, chiude con le emozioni così si protegge. Egli vuole la visibilità, stare al centro dell’attenzione con la prepotenza, una modalità sbagliata e ha difficoltà enorme nelle relazioni. Con i suoi atteggiamenti comunica che sta male, scuramente non è un genio”. Le vittime spesso si sentono anche in colpa, hanno problemi di solitudine e si addossano tutto. Scuola e famiglia debbono partecipare, ognuno per il proprio ruolo, per trovare modalità e dare suggerimenti ai docenti.

 

 

 

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