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ThE  VoiCe KaRol WojTyLa

Editore:  I.P.S.S.E.O.A.  "Karol Wojtyla"   dott.ssa Daniela Di Piazza,   Direttore responsabile:   dott.ssa Lella Battiato,    Reg.Tribunale di Catania 24/16

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Ricordando De Virgiliis, anima radicale e il suo capolavoro: il Premio “Galileo 2000” rendendo Firenze palcoscenico internazionale della cultura, del dialogo e della pace

Morto a 82 anni, avvocato e agente generale di Ina Assitalia

 

Lella Battiato Majorana

 

Raccontare Alfonso de Virgiliis non è impresa semplice. Uomo tenacemente e appassionatamente attaccato alla vita, sua e delle persone a lui care, volto a realizzare con concretezza molteplici interessi e passioni culturali e di vita, vulcanico, geniale, originale. Una meteora che ha trascorso tutte le stagioni della sua vita con l’energia universale che lo muoveva e sprigionava, coinvolgente amico sincero e generoso.

La XVIII edizione del 25 giugno 2018, incentrata sul tema della Spiritualità, svolto al “Teatro della Pergola” di Firenze, grazie alla sua amicizia con il direttore Marco Giorgetti, ha lasciato un’impronta indelebile ed era riuscito ad aprire una strada su cui nessuno fin’ora aveva creduto. Una modalità di lavorare risoluta, aveva creato cose talmente nuove e non solo per Firenze, riuscendo attraverso eventi grandiosi in onore del su premio, a offrire nuove risorse alla cultura.

Lo ricordiamo con una sua profonda riflessione durante la serata: “Sarà, questa XVIII^, un’edizione speciale che non si concentrerà solo sulla celebrazione di azioni esemplari e di personalità, ma soprattutto sul riconoscimento di quella Spiritualità che è il punto di riferimento del nostro tempo, allorché eleva l’Umanità all’essenza dello Spirito, con una speciale evidenza per l’interazione tra lo Spirito religioso e lo Spirito laico”.

“In questo contesto, per dare rilievo assoluto al tema ed esaltare il valore del dialogo fra popoli e fedi, continua De Virgiliis, sarà presentata la nascita della nuova Scuola Fiorentina di Alta Formazione per il Dialogo Interreligioso e Interculturale, istituzione unica al mondo, finalizzata appunto al dialogo tra le religioni, che lavorerà sull’integrazione delle culture e dei popoli, principi che sono alla base del Premio Galileo 2000. Questa edizione del Premio rappresenta il punto più alto di un entusiasmante percorso iniziato molti anni fa e che nel corso del tempo ci ha visto affinare sempre di più la ricerca di esempi universali di Dialogo, di Pace, di Fratellanza e Cultura”.

Con grande enfasi e slancio morale osservava “In questo senso lo Spirito, in chiave sia religiosa che laica, è in realtà la sintesi più alta dell’aspirazione umana a unire culture, filosofie, popoli e religioni. Un’aspirazione che non è soltanto trascendenza ma una necessità concreta perché il mondo possa avere un futuro dove si riconosca quella Spiritualità che diviene il punto di riferimento del nostro tempo, allorché eleva l’Umanità all’essenza dello Spirito”.

Una serata indimenticabile e storica che ha riconosciuto personaggi di altissimo livello mondiale:

per lo  Spirito religioso a

Il Segretario Generale della Lega Islamica Ex Ministro della Giustizia dell’Arabia Saudita Mohammad Ben Abd ul-Karim Al-Issa;

Il Direttore Internazionale degli Affari Interreligiosi della AJC Global Jewish Advocacy Rabbino David Rosen;

La Scuola Fiorentina di Alta Formazione per il Dialogo Interculturale e Interreligioso attraverso Rav Joseph Levi;

Il Cardinale Emerito di Milano Angelo Scola;

L’Archimandrita della Chiesa Greco Ortodossa - Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli Padre Nikolaus Papadopoulos;

per lo Spirito laico a

L’Ospedale Meyer – Presidente Gianpaolo Donzelli;

Lo scrittore e giornalista Giancarlo Mazzuca;

Il Maestro Zubin Mehta.

Con un finale che ha avuto come protagonisti Zubin Mehta e Alfonso De Virgiliis, isolati in una luce unica concentrata, mentre intorno la sala diviene un cielo stellato, insieme in un brindisi per celebrare il loro genetliaco, insieme al figlio Antonio De Virgiliis al quale ha lasciato con orgoglio l’eredità di questo importante premio, e un brindisi finale al quale si è unito tutto il Teatro.

Il momento è stato messo in evidenza dalla Cappella Musicale Fiorentina e dalla soprano Claudia Pop che hanno eseguito l’aria “Libiamo ne’ lieti calici” da “La traviata” di Giuseppe Verdi, mentre nei palchi, come aveva progettato De Virgiliis, vibravano le azioni sceniche della Compagnia Padova Danza e giochi di luce arricchendo l’effetto spettacolare.

Già in quella serata, Alfonso era salito sulla scena con una sedia a rotelle: il suo corpo era già provato da alcune patologie gravi che lui contrastava da tempo, ma la mente sempre viva e vivace, protesa al bello e al buono.

Anche di recente, nel tardo autunno del 2019, dopo una bella ripresa anche fisica, aveva colto l’occasione di presenziare in Montenegro, provenendo dall’Austria, alla presentazione di una monografia sulla Regina Elena d’Italia, della Casa Reale di quel piccolo Stato.

Anche lì, aperto al nuovo e al futuro, stava avviando una nuova avventura, delle tante che erano state, e continuavano ad essere, consustanziali di un’esistenza, vissuta à bout de souffle. Purtroppo l’ultimo respiro è stato quello affannato e soffocato dal virus del covid-19.

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