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ThE  VoiCe KaRol WojTyLa

Editore:  I.P.S.S.E.O.A.  "Karol Wojtyla"   dott.ssa Daniela Di Piazza,   Direttore responsabile:   dott.ssa Lella Battiato,    Reg.Tribunale di Catania 24/16

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Debutta con successo al teatro “Don Bosco” di Catania la divertente commedia L’eredità dello zio canonico con Giovanni Puglisi regista e interprete

Lella Battiato

 

Debutta la piacevolissima commedia dal ritmo incalzante e brillante L'Ereditá dello Zio Canonico, messa in scena dall’Associazione Teatro d'Arte diretta da Donata Indaco al teatro Don Bosco di Catania, quarto lavoro del cartellone teatro in Allegria stagione 2016/17, riscuotendo un vero e proprio successo sottolineato dai consensi del pubblico che tra una risata ed un'altra elargiva ripetuti applausi... Il testo, già per sé comico ed esilarante, è stato interpretato con grande verve e professionalità dagli attori, diretti da Giovanni Puglisi, rendendo lo spettacolo ancora più divertente.

Una famosa commedia farsesca in tre atti dalla trama fluida, con un intreccio lineare, ricca di imprevisti ed eventi familiari che ci riportano ad un passato che tanto ci appartiene.

Sul palco si sono avvicendati, attorno all’irresistibile Giovanni Puglisi  che con la sua proverbiale comicità ha interpretato Antonio Favazza,  erede apparentemente prescelto dei lauti lasciti dello zio prete, fa il paradigma della mediocrità, dell’attaccamento al denaro unito a una bonaria ignoranza, personaggio costantemente sulla scena con un originale ribaltamento finale. Un cast con tutta una serie di bravissimi attori, tra i quali si segnala una convincente Alba La Rosa nel ruolo della moglie, rendendo il personaggio reale ed esaltando gli aspetti chiave del lavoro, Amelia Puglisi “Agatina” la figlia, giovane attrice esordiente che ha riscosso grandi consensi, Pierpaolo Pappalardo “Mario Favazza cugino di Agatina e nipote del canonico”, mutilato innamorato regge la scena apprezzato e applaudito, Gianni Sciuto veterano del teatro nell’eccellente Cavaliere Amore, Francesca Barresi Maddalena Favazza, è la spalla  irresistibile con esilaranti stoccate comiche, e ancora la pièce si arricchisce con il simpatico Giacomo Famoso Santo, Piero Pistone  Vicario Chiarenza sempre impeccabile, l’eclettico Toti Finocchiaro notaio di origini torinesi, Antonio Parisi l’insuperabile Michelino, Gianni Lo Faro un mitico Turi Nasca, Annalisa Parisi moglie del Nasca e Antonio Incognito cameriere sui generis... Ritmo serrato di dialoghi, con battute che provocano ilarità, il teatro di qualità firmato dalla compagnia è garanzia di successo e risate.

La regia di Giovanni Puglisi, ha saputo conferire ritmo alla trama, fluidità alle scene, ma soprattutto ha saputo adattare bene il testo agli attori, conservando il testo originale (l’autore è il Russo Giusti, un catanese). Tra gag ed equivoci lo spettatore è riuscito a riflettere su pregi e difetti della società borghese che anche oggi come allora è legata alla forma e all’apparenza alla ricerca dell’utile, pronta a sacrificare anche gli affetti più cari in nome della roba, sempre volta a tentare la scalata sociale mediante un’accorta politica matrimoniale e sempre attenta alle apparenze. La commedia, leggera ma non banale, non manca di spunti critici tra ironia e realismo anche nei confronti di luoghi comuni e degli stereotipi di un formale contesto sociale.

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