Recovery Plan: 191,5 miliardi assegnati all’Italia, piano da presentare entro la fine di Aprile

Roma – (di Alessandro La Spina) Il Ministro dell’economia, Daniele Franco, ha illustrato, in un’audizione presso le commissioni congiunte Bilancio, Finanze e Politiche UE di Camera e Senato, i contenuti principali che serviranno a definire più dettagliatamente, nelle prossime settimane, il Recovery Plan. Si tratta di un primo incontro, considerato dal titolare di via XX settembre come “l’inizio di un dialogo durevole”, alla luce del rapido e intenso cammino da percorrersi  in vista del termine di presentazione dei progetti, fissato il 30 Aprile 2021. Le risorse saranno materialmente disponibili da fine estate, attraverso pre-finanziamenti al 13%. ll Programma Next Generation EU, considerato un passaggio storico nella costruzione di un comune bilancio europeo, assegna all’Italia fondi per circa 196 miliardi a prezzi correnti, dei quali 69 sotto forma di trasferimenti e 127 come prestiti. Tuttavia, gli ultimi dati e il regolamento comunitario che fa riferimento al Pil 2019 determinano una stima al ribasso di 191,5 mld, leggermente inferiore, quindi, rispetto a quella indicata a gennaio». Franco si è soffermato sulla necessità di rafforzare alcune parti del Piano, così da garantire una più adeguata corrispondenza delle iniziative in cantiere con le risorse effettivamente disponibili. A questo proposito, il Ministro ha ribadito alcune tra le priorità strategiche già definite dal Presidente Draghi e riassumibili in: incremento di energia prodotta da fonti rinnovabili, abbattimento dei livelli di inquinamento di aria e acqua, velocizzazione della rete ferroviaria, infrastrutture a sostegno della mobilità elettrica, produzione e distribuzione di idrogeno, digitalizzazione, banda larga e sistemi di telecomunicazione. Per ciò che concerne la governance, ruoli e responsabilità dovrebbero essere distribuiti su due livelli. «Stiamo considerando la costituzione di una struttura centrale di coordinamento presso il Mef, la quale sarà affiancata da un’unità indipendente con compiti di Audit». Nell’ambito dei singoli ministeri si ipotizza, invece, la creazione di presìdi che avranno la funzione di monitorare e controllare l’esecuzione delle misure di propria competenza, nonché quella di interagire con i soggetti attuatori. «Abbiamo meno di due mesi per finalizzare il Recovery Plan e, per questo motivo, la sua definizione non può subire battute d’arresto».

redazione@thevoicekw.it

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